II Conferenza
virtuale


   


Il libro elettronico 
e l'editoria digitale umanistica in Italia 


   

(30/11/2003 - 29/02 2004


    Italianistica Online > eBook Italia Forum 2003 > Relazioni > Marco Giorgini

   


ideata, promossa e coordinata da Luigi M. Reale

in collaborazione con
l'Area Convegni di
365 Giorni in Fiera

(Fiera Internazionale del Libro di Torino)
direttore editoriale
Luciano Simonelli

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Nuovo conteggio
dal 16 ottobre 2001

Marco Giorgini
E-paperback: un nuovo standard per il libro elettronico


KULT Underground, rivista multimediale in rete che ha superato da poco i 100 numeri pubblicati, è il primo progetto editoriale realizzato dall’omonimo gruppo di lavoro di Modena nel 1994, quando ancora il computer medio era un 286 e di Windows si iniziava appena a sentir parlare.

Si presentava come un ipertesto multimediale dal contenuto variegato e relativamente “underground" (nei primi numeri si spaziava dai giochi di ruolo ai corsi di lingua giapponese o russa).  Il motore proprietario, dalle caratteristiche discretamente innovative per l’epoca e più volte rinnovato nel corso degli anni, consentiva già allora una buona flessibilità e fu utilizzato, oltre che per la normale pubblicazione mensile, anche per alcuni speciali, tra cui nel 1995 due pubblicazioni simili ad e-book, che contenevano una raccolta di poesie e un romanzo giallo.


Il passaggio da e-zine a e-book (almeno per come questi ultimi sono intesi ora) è avvenuto però effettivamente nel 1996 con la realizzazione di un nuovo motore ipertestuale con caratteristiche multimediali ridotte, a vantaggio di una maggiore facilità di utilizzo, una migliorata resa del testo per agevolare la lettura a video e un aspetto più simile a quello di un normale libro di carta (lo abbiamo chiamato e-paperback).


Il nome e-paperback, per indicare gli e-book prodotti dalla KULT Virtual Press (iniziativa amatoriale no-profit) con il motore di propria realizzazione, deriva principalmente dall’impatto scelto per la prima versione degli stessi. I primi e-paperback erano infatti piccoli sia per le dimensioni ridotte in kb (caratteristica mantenuta in parte anche nella produzione recente), sia per le dimensioni ridotte a video. 

L’idea doveva essere quella di una finestra da tenere aperta insieme ad altre, di un testo da leggere a tempo perso durante le attese derivanti da download, rendering o altro, da chiudere in un lampo, e da riaprire al volo. Un file di piccole dimensioni, comodo da spedire, che non richiedesse installazione o librerie software, né un lettore esterno, né un interfacciamento con internet; che potesse essere passato tramite floppy, che potesse essere utilizzato e poi cancellato senza problemi.


Da questi primi volumetti virtuali (dallo sfondo pergamenato e dai caratteri antialiased) si è passati con il tempo a quelli odierni, più grandi, con la possibilità di scegliere sia il tipo di "carta" sia il tipo di resa dei caratteri, che hanno mantenuto più o meno tutte le caratteristiche degli originali, adeguandosi però ai più alti standard richiesti per mantenersi al passo coi tempi. 

Inutile negare che il nostro metro di paragone, l’obiettivo a cui in parte assomigliare, è stato MS Reader – secondo noi uno dei migliori “lettori”, che era da poco in circolazione quando abbiamo iniziato la realizzazione del nuovo programma. Quindi abbiamo ristrutturato in parte l’UI in modo da rendere più veloce e agevole la “navigazione” all’interno dei nostri e-paperback, grazie ad acceleratori da tastiera e a barre di scorrimento rapido accessibili con il mouse che consentissero di sfogliare a pagina, o a capitoli.

Abbiamo aggiunto la possibilità di inserire segnalibri e di poterli scorrere passando così da un punto “logico” all’altro, la possibilità di scrivere note a margine del testo, in corrispondenza di una riga specifica (anche in questo caso è possibile navigare tra un appunto e il successivo) e quella di sottolineare parti di testo a piacere (potendo anche scegliere il colore o il tipo di evidenziazione). Non poteva infine mancare uno strumento di ricerca, che consentisse di trovare occorrenze di parole o frasi.


A queste caratteristiche, che permettono di sfruttare un e-paperback in un modo completo e simile ad un volume cartaceo (manca solo la possibilità, presente invece in MS Reader, di disegnare a mano libera sul testo… ma questa secondo noi era un’opzione del tutto secondaria), ne abbiamo aggiunte un paio che non erano presenti in molti altri lettori per e-book (fa eccezione, in parte, Acrobat Reader) ovvero la possibilità di esportare tutto il testo in formato TXT, RTF e HTML, o in una sequenza di TIFF predisposti per essere stampati su foglio di formato A4 e fascicolati in modo da avere 8 pagine per foglio (4 davanti e 4 dietro), con eventuali segni di taglio e prova colore. Quest’ultimo dettaglio permette di avere agevolmente una versione cartacea che assomigli comunque ad un e-paperback dell’e-paperback virtuale.


L’idea di andare in una direzione contraria alle caratteristiche citate, ovvero di proteggere i contenuti degli e-book di nostra produzione, è stata più volte presa in considerazione, in parte su richiesta più o meno diretta da parte degli autori (alcuni dei quali hanno più volte interagito con noi suggerendo modifiche, segnalando problemi, sollevando dubbi su alcune nostre decisioni editoriali) e in parte perché l’ipotesi di seguire anche questa tendenza di molti altri formati per e-book sembrava in effetti sensata.


Se in realtà non siamo mai andati oltre ad "esperimenti" (che hanno poi in effetti portato ad avere meccanismi di blocco sulla esportazione abilitabili in fase di stampa), i motivi sono stati tanti:
  • come abbiamo ricordato all’inizio, la KULT Virtual Press è nata come una costola del progetto KULT Underground, che da sempre si è proposto come modo per diffondere contenuti gratuitamente prediligendo la loro circolazione rispetto alla tutela della loro paternità;

  • in un ambiente come quello informatico, crediamo che proteggere troppo voglia dire scoraggiare l’uso e questo significa compromettere la divulgazione;

  • secondo noi, un autore esordiente ha più vantaggio a farsi conoscere (magari in modo involontario, sulle pagine di un’altra rivista che ha estratto il suo testo pubblicandolo senza chiederne il permesso ed estromettendo così dal rapporto lettore-autore in realtà "solo" noi in quanto editori) che ad arroccarsi dietro una difesa ad oltranza;

  • soprattutto per testi brevi, come la maggior parte di quelli che pubblichiamo, inibire l’esportazione non allontana di troppo il timore di plagio, realizzabile comunque con un po’ di "fatica" in più;

  • infine crediamo che in un universo informatico in cui tutto è destinato a cambiare molto in fretta e senza troppe possibilità di previsioni su evoluzione e compatibilità di formati, lasciare una "scappatoia" per avere il contenuto di un e-book in un formato aperto (come può essere solo quello testuale) aumenti la longevità del contenuto stesso anche qualora il contenitore che lo racchiude (in questo caso il nostro e-paperback) dovesse diventare obsoleto rispetto a prodotti più interessanti.

Per incentivare comunque gli autori a pubblicare con noi, nel nostro formato – magari nonostante questa nostra presa di posizione sulla mancata protezione dei contenuti – la KULT Virtual Press da sempre ha cercato collaborazioni con singoli particolarmente attivi per la promozione delle loro opere o con realtà più strutturate, associandosi, grazie comunque alla sua radice di KULT Underground alla organizzazione di concorsi letterari locali o nazionali. 

Il più importante di questi concorsi, realizzato con la collaborazione, tra gli altri, anche del Servizio Biblioteche di Modena (che propone regolarmente i nostri e-paperback sul proprio sito), è sicuramente quello denominato Holden, giunto quest’anno alla quinta edizione. Tra l’altro questa iniziativa ha il vantaggio di produrre un CD-Rom multimediale (che normalmente viene realizzato dallo staff di KULT Underground) massicciamente distribuito a molte organizzazioni italiane legate alla cultura e all’educazione.


Un’altra iniziativa che ha un buon richiamo di autori è 8KO- (OttoKappaOMeno), concorso per letteratura minimale a tema horror o fantascientifico. Altra attività che genera "traffico" e attira normalmente lettori e curiosi verso gli e-paperback è la pubblicazione di una collana "in lingua", realizzata sempre in collaborazione con il Servizio Biblioteche di Modena che si occupa delle note bio-bibliografiche degli autori classici che presentiamo.


Oltre a questo, un altro modo che riteniamo utile sempre per incentivare la pubblicazione con noi e la distribuzione delle nostre opere è quello di continuare a studiare nuove caratteristiche che possano rendere il nostro formato ancora più interessante.


Una di queste caratteristiche, già parzialmente operativa, è la possibilità di avere i volumi elettronici con contrasto invertito (quindi testo bianco su sfondo nero) ed eventualmente con ingrandimento dei caratteri, in modo da facilitare  la lettura anche agli ipovedenti. La prima di queste due caratteristiche (contrasto invertito) è un’opzione direttamente attivabile nei e-paperback mentre l’altra può essere abilitata solo durante la fase di stampa (ovvero è possibile creare un e-paperback con i caratteri per ipovedenti, ma non è possibile, almeno per ore, passare da una modalità all’altra dinamicamente).


Un’altra carattestica abilitabile in fase di stampa già presente ma raramente usata è la capacità di funzionare in modalità slide-show (ovvero, di sfoglio temporizzato delle pagine) – cosa che utilizziamo principalmente per presentazioni dentro a Totem – come è capitato con l’e-paperback con i testi dell’ultima edizione di Holden durante l’esposizione del materiale pervenuto all’interno di uno spazio pubblico.


Tra le caratteristiche invece solo in fase di studio, la sintesi vocale del testo (cosa che ora è possibile avere in MS Reader). Su KULT Underground questo tipo di tecnologia è stato presente tra il 1995-96, tuttavia oggi si utilizzerebbero non più moduli autoprodotti completamente ma ci si appoggerebbe, in Windows, sulle Speech Api o comunque su tecnologia di terze parti disponibile a livello di sistema operativo.


Riteniamo comunque che un prossimo importante passo potrebbe essere quello di avere una versione del lettore degli e-paperback utilizzabile su altre piattaforme software in modo da potere raggiungere un numero di lettori/utenti più alto di quello attuale.


Tra le piattaforme in fase di studio ci sono quelle probabilmente più importanti al momento, utilizzate dai palmari (considerati un buon mezzo per la lettura degli e-book, anche se la loro diffusione è ancora relativamente ridotta) e quelle dei cellulari di ultima generazione (molti dei quali hanno visori a colori con una risoluzione abbastanza elevata che permette di proporre a video più righe di testo).


Certamente un passaggio verso sistemi di questo tipo potrebbe voler dire rivoluzionare una parte delle capacità del software di nostra ideazione, ma, se avremo un feedback abbastanza forte in questa direzione, è molto probabile che inizieremo comunque a progettare qualcosa - forse in java - che permetta di coprire anche questi settori.


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