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	<title>Commenti per Italianistica Online</title>
	<link>http://www.italianisticaonline.it</link>
	<description>Portale di informatica umanistica</description>
	<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 16:15:53 +0000</pubDate>
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		<title>Commenti su Analfabetismo di ritorno di Alla Ricerca del Leader Perduto 3 - Creare Carisma - Yurait Social Blog</title>
		<link>http://www.italianisticaonline.it/2005/analfabetismo-di-ritorno/#comment-598</link>
		<pubDate>Tue, 05 May 2009 22:19:58 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.italianisticaonline.it/2005/analfabetismo-di-ritorno/#comment-598</guid>
					<description>[...] Gli elettori-consumatori, infatti, anche secondo il III Rapporto Annuale LUISS in uscita in questi giorni, oramai sono - in terminini sociologici - una poltiglia senza alcun legame macrosociale che li lega; l&#8217;italiano medio cioè, che non è legato macrosociologicamente ai punti di riferimento tradizionali, non è vincolato più a settori ideologici, si può identificare solamente a quel recente passato che la maggior parte della popolazione ha vissuto; e qui entra in gioco anche l&#8217;invecchiamento della popolazione e il suo relativo analfabetismo di ritorno, dovuto alla mancanza sia di strutture che forniscono formazione continua che alla mancanza di cultura verso la formazione continua - dovuta all&#8217;idea che il pezzo di carta universitario garantisca la necessaria conoscenza per affrontare l&#8217;intera vita. La simbologia di riferimento a cui quindi la stragrande maggioranza degli italiani si rifà è quella vigene durante gli anni 60-70 compreso quell&#8217;immaginario, quel simbolismo così chiaramente descritto e incarnato dai film di Totò, Mastroianni, Sordi, Gassman e Monicelli a cui lo stile di impression management adottato da Berlusconi si rifà.   (continua -4) [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Gli elettori-consumatori, infatti, anche secondo il III Rapporto Annuale LUISS in uscita in questi giorni, oramai sono - in terminini sociologici - una poltiglia senza alcun legame macrosociale che li lega; l&#8217;italiano medio cioè, che non è legato macrosociologicamente ai punti di riferimento tradizionali, non è vincolato più a settori ideologici, si può identificare solamente a quel recente passato che la maggior parte della popolazione ha vissuto; e qui entra in gioco anche l&#8217;invecchiamento della popolazione e il suo relativo analfabetismo di ritorno, dovuto alla mancanza sia di strutture che forniscono formazione continua che alla mancanza di cultura verso la formazione continua - dovuta all&#8217;idea che il pezzo di carta universitario garantisca la necessaria conoscenza per affrontare l&#8217;intera vita. La simbologia di riferimento a cui quindi la stragrande maggioranza degli italiani si rifà è quella vigene durante gli anni 60-70 compreso quell&#8217;immaginario, quel simbolismo così chiaramente descritto e incarnato dai film di Totò, Mastroianni, Sordi, Gassman e Monicelli a cui lo stile di impression management adottato da Berlusconi si rifà.   (continua -4) [&#8230;]
</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Analfabetismo di ritorno di La mail che non passa &#171; Appunti di comunicazione</title>
		<link>http://www.italianisticaonline.it/2005/analfabetismo-di-ritorno/#comment-585</link>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 14:54:14 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.italianisticaonline.it/2005/analfabetismo-di-ritorno/#comment-585</guid>
					<description>[...] Purtroppo ci si rende conto sempre troppo tardi di un fatto triste ma ineludibile: le mail vengono lette prevalentemente da persone che non hanno confidenza con la forma scritta (e forse anche per questo vanno così forte le icone di msn). Gli esperti lo chiamano analfabetismo di ritorno. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Purtroppo ci si rende conto sempre troppo tardi di un fatto triste ma ineludibile: le mail vengono lette prevalentemente da persone che non hanno confidenza con la forma scritta (e forse anche per questo vanno così forte le icone di msn). Gli esperti lo chiamano analfabetismo di ritorno. [&#8230;]
</p>
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		<title>Commenti su Eufemese di Giuseppe Sergio</title>
		<link>http://www.italianisticaonline.it/2006/eufemese/#comment-424</link>
		<pubDate>Tue, 05 Sep 2006 21:01:34 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.italianisticaonline.it/2006/eufemese/#comment-424</guid>
					<description>Mi sto interrogando, da profano, sulle motivazioni che inducono alla sostituzione del termine proprio (quello comune e perspicuo) con uno eufemistico. Se il termine tabuizzato è riferito a persona, certo agisce una forma di rispetto o compassione: perché anche lui o lei fanno parte, come noi, dell'umana prole. Sicuramente ha la sua buona parte anche la volonta di allontanare un referente che, evocando senza filtri una realtà percepita come dolorosa, fa male e prende allo stomaco. Allora non è più compassione, ma rigetto. Ma forse all'adozione dell'eufemismo contribuisce anche il timore che pronunciando le parole "handicappato" o, peggio, "mongolo", queste ci si possano rivoltare contro: come a volte mi dicono in famiglia quando scherzo un po' troppo su persone diciamo svantaggiate, "non fare gabbo!', sottintendendo "che poi succede anche a te...".

Mi pare però che il vento compassionevole dell'eufemese soffi quasi esclusivamente sulle denominazioni di persone svantaggiate fisicamente (ad es. il "diversabile", come ho sentito) o economicamente/socialmente (vedi il comico "operatore dell'assistenza", come pure il "gay"), ma si fermi però di fronte alle denominazioni che implicano un atto di volont� da parte del soggetto, e penso a "spacciatore", "stupratore" e sim. per i quali non mi risulta siano stati coniati dei sostituti (forse solo per "drogato", sui media e in situazioni di media formalità del tutto sostituito da "tossicodipendente"). Forse però è solo questione di tempo, chissà che fra qualche anno, coniato anche per "stupratore" un valido eufemismo, il reato che designa ci sembrer�àmeno grave.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sto interrogando, da profano, sulle motivazioni che inducono alla sostituzione del termine proprio (quello comune e perspicuo) con uno eufemistico. Se il termine tabuizzato è riferito a persona, certo agisce una forma di rispetto o compassione: perché anche lui o lei fanno parte, come noi, dell&#8217;umana prole. Sicuramente ha la sua buona parte anche la volonta di allontanare un referente che, evocando senza filtri una realtà percepita come dolorosa, fa male e prende allo stomaco. Allora non è più compassione, ma rigetto. Ma forse all&#8217;adozione dell&#8217;eufemismo contribuisce anche il timore che pronunciando le parole &#8220;handicappato&#8221; o, peggio, &#8220;mongolo&#8221;, queste ci si possano rivoltare contro: come a volte mi dicono in famiglia quando scherzo un po&#8217; troppo su persone diciamo svantaggiate, &#8220;non fare gabbo!&#8217;, sottintendendo &#8220;che poi succede anche a te&#8230;&#8221;.</p>
<p>Mi pare però che il vento compassionevole dell&#8217;eufemese soffi quasi esclusivamente sulle denominazioni di persone svantaggiate fisicamente (ad es. il &#8220;diversabile&#8221;, come ho sentito) o economicamente/socialmente (vedi il comico &#8220;operatore dell&#8217;assistenza&#8221;, come pure il &#8220;gay&#8221;), ma si fermi però di fronte alle denominazioni che implicano un atto di volont� da parte del soggetto, e penso a &#8220;spacciatore&#8221;, &#8220;stupratore&#8221; e sim. per i quali non mi risulta siano stati coniati dei sostituti (forse solo per &#8220;drogato&#8221;, sui media e in situazioni di media formalità del tutto sostituito da &#8220;tossicodipendente&#8221;). Forse però è solo questione di tempo, chissà che fra qualche anno, coniato anche per &#8220;stupratore&#8221; un valido eufemismo, il reato che designa ci sembrer�àmeno grave.
</p>
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		<title>Commenti su Avalle, Silvio d&#8217;Arco di Luigi M. Reale</title>
		<link>http://www.italianisticaonline.it/2002/avalle-silvio-darco/#comment-420</link>
		<pubDate>Sun, 20 Aug 2006 06:57:54 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.italianisticaonline.it/2002/avalle-silvio-darco/#comment-420</guid>
					<description>Cara Cinzia, come avrà notato, il suo commento è stato approvato con ritardo, a motivo del numeroso spam e del rallentamento estivo; è un bellissimo omaggio e arricchisce senz'altro con una grande emozione la semplice paginetta che allora dedicavo al prof. Avalle.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Cinzia, come avrà notato, il suo commento è stato approvato con ritardo, a motivo del numeroso spam e del rallentamento estivo; è un bellissimo omaggio e arricchisce senz&#8217;altro con una grande emozione la semplice paginetta che allora dedicavo al prof. Avalle.
</p>
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		<title>Commenti su Avalle, Silvio d&#8217;Arco di cinzia. c</title>
		<link>http://www.italianisticaonline.it/2002/avalle-silvio-darco/#comment-413</link>
		<pubDate>Wed, 02 Aug 2006 16:36:27 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.italianisticaonline.it/2002/avalle-silvio-darco/#comment-413</guid>
					<description>Oggi in una calda giornata di primo agosto sono qui davanti al computer e in una pausa pigra, ho digitato ( che termine ridicolo...chissà cosa ne pensava il Prof. Avalle) il nome del mio professore di filologia romanaza a firenze alla fine degli anni 70...ho avuto un soffio al cuore quando ho riletto su di lui , quando ho rivisto sulla copertina di un libro a lui dedicato il suo viso, in quell'espressione "come se ci fosse stato un raggio di sole che gli colpiva gli occhi"... Per me è stato un grande maestro, forse uno dei pochi che ho incontrato nella mia vita. Ricordo le sue lezioni, la sua forza, la voglia di farci amare Rimbaud, Proust, la Chanson de Roland, le fricative, le labiali, lo strutturalismo, i russi...Oblomov, le sue mani tra i capelli, gli occhialini dorati, gli occhi chiarissimi e gli esami,...è stato un maestro che ho molto amato, ma non glie l'ho mai detto...lo dico adesso che ho 45 anni e che ho letto stupita Marcel Proust grazie a lui...mi manca quell'entusiasmo nel voler cercare un'ala di verità..

Grazie professore.
&lt;h4&gt;Pour Marcel&lt;/h4&gt;
All’ombra delle “jeunes filles en fleur”mi risvegliavo
quando la tenda  bianca volava
dentro la  sala davanti all’oceano……
Immaginavo quei cappelli  neri
e quelle mani  bianche sui manubri
e il  rosa tramontato  sulle  guance
quando  il tuo  raccontare l’intermittenza  delle ciglia
mi accapigliava il  cuore……
Strappami  la  tenda dagli  occhi
ti voglio  vedere su quei  trampoli  di Tempo
intero e  vero mentre entri al  Cafè de  Paris
e appoggi  il  piede su  quel  ciottolo d’oro.

dedicata al prof. D'Arco Silvio Avalle...con ammirazione
Cinzia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi in una calda giornata di primo agosto sono qui davanti al computer e in una pausa pigra, ho digitato ( che termine ridicolo&#8230;chissà cosa ne pensava il Prof. Avalle) il nome del mio professore di filologia romanaza a firenze alla fine degli anni 70&#8230;ho avuto un soffio al cuore quando ho riletto su di lui , quando ho rivisto sulla copertina di un libro a lui dedicato il suo viso, in quell&#8217;espressione &#8220;come se ci fosse stato un raggio di sole che gli colpiva gli occhi&#8221;&#8230; Per me è stato un grande maestro, forse uno dei pochi che ho incontrato nella mia vita. Ricordo le sue lezioni, la sua forza, la voglia di farci amare Rimbaud, Proust, la Chanson de Roland, le fricative, le labiali, lo strutturalismo, i russi&#8230;Oblomov, le sue mani tra i capelli, gli occhialini dorati, gli occhi chiarissimi e gli esami,&#8230;è stato un maestro che ho molto amato, ma non glie l&#8217;ho mai detto&#8230;lo dico adesso che ho 45 anni e che ho letto stupita Marcel Proust grazie a lui&#8230;mi manca quell&#8217;entusiasmo nel voler cercare un&#8217;ala di verità..</p>
<p>Grazie professore.</p>
<h4>Pour Marcel</h4>
<p>All’ombra delle “jeunes filles en fleur”mi risvegliavo<br />
quando la tenda  bianca volava<br />
dentro la  sala davanti all’oceano……<br />
Immaginavo quei cappelli  neri<br />
e quelle mani  bianche sui manubri<br />
e il  rosa tramontato  sulle  guance<br />
quando  il tuo  raccontare l’intermittenza  delle ciglia<br />
mi accapigliava il  cuore……<br />
Strappami  la  tenda dagli  occhi<br />
ti voglio  vedere su quei  trampoli  di Tempo<br />
intero e  vero mentre entri al  Cafè de  Paris<br />
e appoggi  il  piede su  quel  ciottolo d’oro.</p>
<p>dedicata al prof. D&#8217;Arco Silvio Avalle&#8230;con ammirazione<br />
Cinzia
</p>
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