Verso un nuovo paradigma dell’editoria digitale? / 1

Antonio Tombolini ci offre da alcuni giorni una nutrita serie di riflessioni e considerazioni sul mercato dei dispositivi di nuova generazione per la lettura dei libri elettronici basati sulla tecnologia di “inchiostro elettronico”. La segnalo e, per comodità, ne riporto qui in sintesi i punti focali.

  1. La questione centrale è questa: “Come l’avvento dei lettori basati su eInk cambierà (se lo cambierà) o sta cambiando (se lo sta cambiando) il modello di business dell’intero mercato dell’editoria digitale?”.
  2. In rapporto alle caratteristiche tecniche, i quattro dispositivi attualmente disponibili sul mercato possono essere divisi in due gruppi.
    • Il primo è costituito da Sony Portable Reader, Cybook Gen3 e Kindle, che sono “lettori puri” (servono esclusivamente per leggere). La differenza più rilevante riguarda la compatibilità dei formati: Kindle non legge PDF, Sony non legge Mobipocket, Cybook li legge entrambi.
    • Il secondo gruppo si limita ad iLiad di iRex, che non è un semplice lettore ma garantisce le prestazioni di un Tablet PC.
  3. In rapporto al “modello commerciale”, si distinguono ancora due gruppi.
    • Il primo, rappresentato da Sony e da Amazon, che ha iniziato a distribuire il proprio eBook Reader “Kindle”, è a circuito chiuso: consiste nel vendere uno strumento hardware con cui è possibile acquistare soltanto ed esclusivamente contenuti di proprietà dello stesso produttore, in un formato che non è più compatibile con altri dispositivi ma è stato modificato per essere aperto con il solo Kindle.
    • Il secondo, rappresentato da Booken (Cybook) e da iRex (iLiad), è invece a circuito aperto e permette di leggere senza vincoli qualsiasi formato.
  4. La vera questione non riguarda questo o quel lettore, ma la tecnologia alla base di tutti i nuovi lettori: “È davvero la tecnologia e-Ink un punto di svolta, tale da innescare sul serio una inversione di tendenza, tale da accelerare fortemente e in maniera irreversibile l’adozioni di un nuovo modo di leggere (e di scrivere)?”. La caratteristica fondamentale che ci induce a ritenere che sia iniziata una “rivoluzione del libro elettronico” sta appunto in questa tecnologia.
  5. In un mercato allo stato nascente, i diversi attori non sono affatto competitor, ma semmai alleati: la pubblicità per Kindle ha attirato l’attenzione anche su iLiad e Cybook, risvegliando un interesse, che pareva sopito,per il libro elettronico .
  6. Non sono gli editori a premere per il Digital Rights Management quanto piuttosto gli autori e i loro agenti, specialmente in Italia. “Ecco il vero fattore critico (ovunque, ma in Italia di più) che potrebbe rallentare fortemente il successo degli ebook: gli autori (salvo le eccezioni ecc. ecc., ok) non capiscono niente di internet, e i loro agenti ancora meno, e sono i più conservatori di tutti (…). Prevedo dunque una prima fase in cui gli ebook saranno pubblicati con DRM, per poi liberarsene dopo un po’”.
  7. “Il cambio è ormai definitivo, e irreversibile: i device costeranno sempre di meno, saranno sempre più belli ed efficienti, e ci saranno sempre più contenuti disponibili ed accessibili a basso costo. Quanto tempo ci vorrà perché tutto ciò cominci a diventare un business profittevole per chi decide di investirci del suo? Secondo me un anno, a partire da adesso”.

Questo articolo si può citare nel seguente modo:
Luigi M. Reale, Verso un nuovo paradigma dell’editoria digitale? / 1, in «Italianistica Online», 29 Novembre 2007, http://www.italianisticaonline.it/2007/ebook-reader/

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