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Roberto Roversi: un’idea di letteratura

Posted By Marco Giovenale On 2/11/2003 @ 12:00 am In Letture, Appunti di viaggio | Comments Disabled

Una monografia di Fabio Moliterni

Tra gli scrittori italiani del secondo Novecento più attivi e capaci di influenza non superficiale sulla cultura letteraria, e tuttavia paradossalmente più defilati, c’è senza dubbio Roberto Roversi. La scelta che ha compiuto, sul finire degli anni Sessanta, è stata in tutti i sensi radicale: staccarsi da ogni “compromesso” e anzi da qualsiasi contatto con grandi e medi editori.

Una simile prassi, condotta con rigore e coerenza in seguito e tuttora, se da una parte ha reso fin da subito il suo caso un oggetto di studio privilegiato per una (anche facile) sociologia della letteratura, ha d’altro canto a questo punto l’effetto di porre tout court in un cono di buio inatteso più di trent’anni della sua scrittura. La partecipazione e il lavoro (con Leonetti e Pasolini prima, e poi con Fortini, Romanò e Scalia) a «Officina», rivista centrale per la letteratura degli anni Cinquanta; la gratuità del lavoro poetico negli anni ‘60; le questioni legate al delicato crinale fra poesia direttamente politica e diffusione ancora in qualche modo elitaria dei testi; l’impegno lungo tutti gli anni ‘70 con la stampa al ciclostile dei versi, spediti a chi ne faceva richiesta; l’attività teatrale e quella con la rivista «Rendiconti», da lui fondata nel 1961; nonché la miriade di iniziative e collaborazioni innescate dal 1976 (uscita del suo ultimo libro con un editore a grande diffusione) ad oggi; sono tutti elementi di una mappa necessaria - ma fin qui implicita e non realizzata da alcuno - di un tessuto complesso di esperienze letterarie e critiche.

Questa mappa è stata in parte ora tracciata da Fabio Moliterni, in un libro uscito per le Edizioni dal Sud ([1] http://www.dalsud.it), intitolato Roberto Roversi. Un’idea di letteratura. Non solo vi si ripercorrono scritture poetiche e posizioni politiche roversiane nel tratto 1955-2001, ma si citano ampiamente testi in certi casi introvabili, ovvero illeggibili altrimenti. Piccoli contributi iconografici, non secondari, completano il libro, che si chiude con una intervista a Roversi, e con una puntuale bibliografia.

Il libro insomma si guadagna sul campo il merito di essere la migliore guida al territorio-Roversi attualmente disponibile. Vera e propria piccola antologia; e strumento per chi intende studiarlo, o anche interrogarne per la prima volta le pagine.


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